Le cronache del paese di Cantorso
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Cantorso Chronicles

 

 

Racconti

 

Le sere d'inverno innanzi al focolare, o le notti d'estate quando lungo i vicoli ci si attarda nelle piazzette, o ancora all'osteria del borgo in ogni tempo dell'anno seduti ai grandi tavoli comunitari in compagnia di sconosciuti, si raccontano le storie del paese.
Aneddoti, avventure e curiosi misteri racchiudono il folklore di Cantorso e di tutta la marca delle Terre Favolose.

 

 

Una raccolta completa, un'opera omnia di tutte le narrazioni udite a Cantorso e pazientemente trascritte dalla quadra etnografica della pro loco.
Le rocambolesche imprese e i mirabolanti viaggi degli abitanti del paese alla scoperta di organismi viventi dimenticati o sconosciuti, animali e piante parlanti, giganti, re, cavalieri, pirati, esseri fantastici, personaggi fiabeschi, boschi incantati, viaggi interstellari e demoni bonaccioni. Un'orda di avventure dove anche i più improbabili eroi riusciranno finalmente ad avere soddisfazione.

 

 

Se doveste affacciarvi nella cucina dell'osteria del Pigaciccia per complimentarvi con la cuoca, quasi certamente riceverete la seguente domanda: "... ma se per buona o cattiva sorte vi capitasse di assaggiare i ravioli più gustosi mai cucinati?"
Poi vi diranno della volta in cui Genzina l'erborista creò per caso il ripieno più buono mai degustato, incantando tutti i cantorsini che interruppero ogni attività dedicandosi esclusivamente a cucinare e mangiare ravioli. Anche il Re li volle per il matrimonio di sua figlia, ma il risultato non fu quello atteso, dando luogo alle inaspettate conseguenze dell'ira del sovrano.

 

 

In fondo alla via della Carta, nell'unica e fornitissima libreria del paese, potrete trovare volumi di ogni genere e per tutti i gusti, tra tisane e biscottini offerti da Tàntalo.
Se è la prima volta che gli fate visita, sicuramente il giovane libraio vi racconterà di quando la Luna decise di comparire a spicchi anzichè risplendere sempre intera, e di come egli stesso fu coinvolto in un roccambolesco viaggio nel tentativo di preparare un antidoto per salvare il portentoso astro dalla sparizione. Che ci crediate o no, sembra che le fasi lunari abbiano avuto origine proprio da allora.

 

 

Ecco una tipica storia del paese che le mamme amano narrare ai bambini prima di andare a dormire. Il loro intento è inculcare ai pargoli un po' di buone maniere e il racconto inizia sempre con la stessa domanda: "Vi siete mai chiesti perchè si suggerisca di contare le pecore a chi non riesce a prender sonno?"
Un pastore, il suo miglior amico e un gregge singolare guidato da un formidabile segugio, sveleranno la risposta che, però, nessun bambino conosce, perché l'intento moraleggiante del racconto li fa addormentare quasi subito. Ma almeno così, un risultato le mamme lo ottengono sempre.

 

 

Dai meandri di porto Pescato fino a tutte le osterie della zona, ogni marinaio, che possa ritenersi tale, conosce bene la storia di Agazia e della più temibile lega di bucanieri mai costituita.
Se troverete il modo di farvela raccontare, e la cosa non è così facile come sembra, vi immergerete in un mondo di pirati, tempeste, mostri marini, naufragi, isole deserte, vascelli fantasma e tesori perduti... Navigherete col vento in poppa tra le isole dell'arcipelago Brigantino in compagnia dei capitani più temerari, almeno per il tempo che durerà la storia...

 

 

Ogni settimana, nella piccola scuola del borgo, si presenta l'anziana e ultracentenaria Centella per fare una lezione ai ragazzi. La materia? Cultura interplanetaria.
Lei, infatti, è l'unica del circondario ad aver viaggiato in lungo e in largo per lo spazio, e dopo aver raggiunto la meritatissima pensione si è trasferita a casa della nipote Lucina che fa la sarta proprio a Cantorso. Centella riscuote un enorme successo fra gli alunni della scuola, perché è molto preparata essendo originaria di Positronia: il pianeta città dai tentacolari prodigi della scienza.

 

 

Se fate due passi sul crinale orientale della collina dove sorge Cantorso, vi ritroverete fra gli orti del paese, dove potrete ammirare gli splendidi prodotti dell'agricoltura naturale li utilizzata.
L'aspetto del luogo è singolare ed assomiglia più a un bosco che a un campo "ben curato". Lasciate spazio alla vostra curiosità e chiedete informazioni, ogni contadino sarà ben lieto di spiegarvi come il maestro Nobu salvò il paese dalla carestia insegnando agli ortolani, non senza difficoltà, le sue straordinarie tecniche di coltivazione.