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Re Gigismondo (personaggi)

Re Gigismondo
(personaggi)

 

cantorso gigismondo re personaggi racconti favole fiabe Ultimo sovrano del regno di Fondogrande in ordine di successione, è famoso per lo spropositato appetito e l’infinita passione per la cucina, vero scopo di tutte le sue conquiste. Di sembianze non proprio statuarie ha dovuto far apportare alcune modifiche all’armatura, aggiungendo una gran quantità di metallo sul girovita. Ai cavalieri del regno sono richiesti gli stessi attributi per poter servire nell’esercito, e mentre le malelingue sostengono che ciò è dovuto all’invidia del re, lui ribatte che sono solo esigenze tattiche. In effetti, la battaglia di Rotacinghia, il più importante successo bellico di Gigismondo accuratamente descritto nel racconto Genzina e i ravioli alle erbe, e che lasciò attoniti i cronisti del tempo, può in larga misura chiarire le motivazioni del sovrano. Parla un volgare dialetto maccheronico alto medioevale, abbastanza comprensibile ma assai poco regale. Come tutti i suoi predecessori soggiorna per lunghi periodi al castello dei Re accompagnato dalla principessa Silva, il paladino NeroBardo e il segugio DentiFerro, nonché da un’infinità di nobiluccoli e cortigiani sempre pronti a compiacerlo, omaggiandolo con squisiti prodotti culinari tipici locali, e partecipando stoicamente ai suoi pantagruelici banchetti temuti in tutta la marca.

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Ultimo sovrano del regno di Fondogrande in ordine di successione, è famoso per lo spropositato appetito e l’infinita passione per la cucina, vero scopo di tutte le sue conquiste. Di sembianze non proprio statuarie ha dovuto far apportare alcune modifiche all’armatura, aggiungendo una gran quantità di metallo sul girovita. Ai cavalieri del regno sono richiesti gli stessi attributi per poter servire nell’esercito, e mentre le malelingue sostengono che ciò è dovuto all’invidia del re, lui ribatte che sono solo esigenze tattiche. In effetti, la battaglia di Rotacinghia, il più importante successo bellico di Gigismondo accuratamente descritto nel racconto Genzina e i ravioli alle erbe, e che lasciò attoniti i cronisti del tempo, può in larga misura chiarire le motivazioni del sovrano. Parla un volgare dialetto maccheronico alto medioevale, abbastanza comprensibile ma assai poco regale. Come tutti i suoi predecessori soggiorna per lunghi periodi al castello dei Re accompagnato dalla principessa Silva, il paladino NeroBardo e il segugio DentiFerro, nonché da un’infinità di nobiluccoli e cortigiani sempre pronti a compiacerlo, omaggiandolo con squisiti prodotti culinari tipici locali, e partecipando stoicamente ai suoi pantagruelici banchetti temuti in tutta la marca.